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IL
POMODORO |
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CARATTERISTICHE VARIETALI |
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COMPOSIZIONE E RICETTE |
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DATI GENERALI |
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Il
pomodoro è una pianta della famiglia delle Solanacee di origine
sudamericana. È un'erbacea perenne nei luoghi d'origine, annua in coltura
con portamento espanso, radice fittonante, fusto eretto nella fase
giovanile e poi decombente, con numerose ramificazioni; le foglie sono
composte e le infiorescenze, generalmente a grappolo, sono inserite sugli
internodi. Il frutto è una bacca rossa a maturazione, carnosa, che contiene i semi in logge. In base alla forma dei frutti, estremamente varia, si distinguono molte varietà che vengono merceologicamente distinte in cultivar da conserva, da pelati e da consumo diretto. Il pomodoro è costituito in media per il 95% di acqua, contiene zuccheri ed è ricca di vitamine (B1, B2, H, E, P e specialmente A e C). Le regioni italiane con più vaste superfici a pomodoro sono la Campania, la Puglia e l'Emilia-Romagna.Considerato fino alla fine del Settecento un frutto insignificante o addirittura velenoso, il pomodoro diventò in seguito un elemento essenziale della cucina soprattutto mediterranea. Le numerose varietà di pomodoro si consumano al naturale, in insalata, o si utilizzano per farne salse, sughi, concentrati, conserve e persino marmellate. In Italia il pomodoro è uno dei prodotti di maggiore interesse per l'industria alimentare; la trasformazione industriale, che interessa quasi il 70% della produzione, impegna circa 260 stabilimenti dove ogni anno vengono lavorati circa 4.500.000 di tonnellate di pomodori. I prodotti della lavorazione si distinguono in pomodori pelati (sono impiegate varietà a frutto allungato del tipo San Marzano); polpa di pomodoro (i frutti vengono triturati in modo grossolano); passato di pomodoro (i frutti sono setacciati per eliminare semi e bucce); succo di pomodoro, consumato come bevanda; concentrato di pomodoro, ottenuto dal succo mediante eliminazione, con il calore, di parte dell'acqua. |
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