PIANTE GRASSE


Coltivare le piante grasse
Il primo dubbio è:
IN CASA O ALL'ESTERNO? All'esterno vivono benissimo, purché la temperatura non scenda mai sotto i 5-4 gradi. In genere, se si coltivano in climi dove gli inverni sono rigidi, stanno all'aperto da aprile a
settembre, quando è bene ritirale in casa e tenerle in un locale scarsamente riscaldato, poiché la pianta prevede un riposo invernale, ma luminoso e dove circoli l'aria. All'esterno sopportano benissimo le alte temperature, anche 30°, e si giovano del fresco della notte. Aria sì, anche una bella ventilazione, ma attenzione agli spifferi che proprio non sopportano. Sopportano meglio gli ambienti secchi, non sopportano gli ambienti umidi: potrebbero essere attaccate da muffe e funghi.
ACQUISTO: vale la regola di acquistare esemplari sani, che mostrino i segni della nuova crescita, distribuzione uniforme delle spine, bel colore brillante.

sansevieria

VASO: di plastica o di terracotta? Possono anche essere di vimini, naturalmente foderati da plastica piuttosto robusta. Tenete presente che il vaso di terracotta consente una maggiore dispersività dell'umidità, mentre quello di plastica la trattiene, perciò le annaffiature debbono essere meno abbondanti. Inoltre, i vasi non debbono avere dimensioni troppo grandi rispetto alla pianta, o alle piante, che contengono. La Sansevieria, ad esempio, prospera meglio in vasi piccoli. I vasi di terracotta, essendo più pesanti, danno maggior sostegno alle piante alte che potrebbero avere un equilibrio precario con i rami alti a candelabro. Nei vasi alti, piante alte, nei vasi bassi e larghi diversi specie di piante grasse, o succulente, che siano compatibili tra loro, creando un effetto "deserto".
Nei vasi sospesi piantate specie ricadenti come, ad esempio, l'Aporocactus, originario del Messico dove è chiamato "coda di volpe". Avrete una ricca fioritura e un pianta che richiede pochissime cure. Se le piantate all'aperto, purché il clima si quello giusto, nessuna preoccupazione: anche un accostamento "informale" con sullo sfondo piante a portamento colonnare e davanti piante a portamento basso darà risultati spettacolari.
RINVASATURA: le piante vanno regolarmente rinvasate una volta all'anno, scegliendo un vaso che abbia il diametro superiore di 1 cm da quello precedente. Se sono a crescita lenta, possono essere rinvasate anche ogni due, tre anni, ma la terra va cambiata in primo luogo perché s'impoverisce e poi perché si compatta ed impedisce il passaggio dell'aria.
aporocactus
copiapoa Mentre rinvasate le piante potete risolvere una volta per tutte il problema della concimazione, aggiungendone un po', a basso tenore d'azoto, al terriccio che usate. La pianta lo riceverà durante le annaffiature. Non è assolutamente vero che le piante grasse non abbiano bisogno di concime. Se non provvedete all'origine, durante la stagione estiva dovrete aggiungerlo, esiste in commercio l'apposito, una volta alla settimana all'acqua delle annaffiature. Ricordate che sotto ogni vaso andrebbe messo uno strato di sassolini per consentire il maggior deflusso dell'acqua. Le piante grasse non amano i ristagni.
Una volta liberata la pianta dal vecchio vaso, magari usando un cerchio di cartoncino se si tratta di una pianta spinosa, scuotete il terriccio vecchio, tagliate le radici troppo lunghe, vuote o rinsecchite, controllate che non ci siano parassiti, allargatele bene sul nuovo terriccio e procedete ad aggiungere terra, compattandola con le dita, finché non siate arrivati al colletto della pianta, 1 cm al di sotto del bordo del vaso. Annaffiate solo dopo qualche giorno per permettere alle radici, nel caso se ne fosse spezzata qualcuna, di fare il callo.
echinopsis calochlora
rebutia TERRICCIO: anche se sono in grado di sopravvivere nell'argilla e tra le fenditure dei muri, crescono meglio se hanno un buon drenaggio e in un composto formato da un terzo di terra comune, uno di terriccio di foglie e uno di sabbia grossolana.
ANNAFFIATURE: solitamente si dice annaffiare poco, ma bisogna vedere che cosa s'intende per annaffiare poco. Se poco significa poca acqua ogni tanto è un errore, poiché si "ammacca" solo la polvere in
superficie e si favorisce il marciume del colletto e la pianta mure. Se invece poco significa non troppo spesso, va bene, a patto che tutte le volte la pianta riceva acqua a sufficienza perché terra e radici se ne imbevano bene.
D'estate, se sono all'aperto e se fa molto caldo, possono essere bagnate anche ogni 2-3 giorni, soprattutto durante la fioritura. Comunque, si dovrebbe rispettare la regola che il terreno va lasciato asciugare, non seccare, tra un'annaffiatura e l'altra. Da settembre vanno diradate, d'inverno una volta al mese solo per evitare che le radici secchino. Se sono all'aperto e in regioni fredde, sospendere completamente. Si riprenderanno in primavera. Se si ha il dubbio di esagerare, vale una regola aurea: meglio un'annaffiatura in meno che una in più.
CALENDARIO DELLE CURE ALLE PIANTE GRASSE:
febbraio- marzo: danno segno di risveglio, si possono rinvasare poiché le radici vecchie sono indurite e non permettono alle nuove di nascere.
marzo-maggio: si annaffiano e se il tempo è bello si trasferiscono all'aperto le meno delicate, magari ritirandole se si prevede una nottata troppo fredda.
maggio-settembre: le piante possono stare all'aperto giorno e notte. In tutto questo periodo si possono fare talee e innesti.
astrophytum myriostigma detta berretta del vescovo
settembre-gennaio: diradate le annaffiature, basterà l'umidità notturna, alla fine di settembre ritiratele se sono in vaso.
PROPAGAZIONE PER SEME:
riempite un vaso con composto per piante grasse, spargete i semi in modo uniforme sulla superficie, tenete il vaso in acqua tiepida finché anche la superficie non è bagnata, coprite la superficie con uno strato di graniglia, infilate il vaso in un sacchetto di plastica trasparente, tenetelo a temperatura di 19° e in posizione luminosa. Dopo 2-4 settimane i semi sono germinati, togliete il sacchetto e ponete il vaso in posizione luminosa e arieggiata, ma non al sole perché potrebbe bruciarle. Quando le piante hanno preso corpo, da qualche mese a qualche anno, e incominciano a sopraffarsi, togliete il cespo dal vaso e separatele con delicatezza una dall'altra, piantatele in piccoli vasi maneggiando con cura le radici, annaffiatele dopo 3-4 giorni con funghicida diluito.
TALEA DA FOGLIA: staccate delicatamente una foglia giovane e sana dalla pianta madre, o tagliatela di netto con un coltello, tenetela per un paio di giorni in un luogo caldo, asciutto e luminoso perché faccia il callo, riempite un piccolo vaso con composto per cactus, posizionate la talea in cima, senza piantarla troppo in profondità, compattate il terreno attorno, tenetela diritta con della graniglia, annaffiate leggermente e tenete in posizione ombrosa e calda. Quando appaiono le nuove piantine, rinvasatele.
TALEA DA FUSTO O DA SEZIONE DI FUSTO: si stacca una sezione di fusto sano, e si procede come
sopra.
DIVISIONE DEI GETTI E DEI CESPI: i getti laterali vanno staccati con molta delicatezza, spolverizzate con funghicida e non interratelo se non quando ha fatto il callo. I cespi che incominciano a formare radici proprie si possono staccare, invasare, procedendo come sopra. Non rimuovete i getti troppo piccoli, perché crescono meglio attaccati alla pianta madre.
DIVISIONE DEI RIZOMI: si pratica in primavera ed è particolarmente adatto a piante come la Sansevieria perché, con le altre tecniche si avrebbero foglie irreversibilmente di un solo colore. Si estrae la radice con la terra, si taglia il rizoma con un coltello molto affilato in porzioni che abbiano almeno una gemma e qualche radice sana, si spolverano con funghicida e si aspetta che facciano il callo. Si invasa un segmento per vaso.
POTATURE: si fanno mentre si preparano le talee, ricordate che le piante ricadenti possono essere tagliate nella parte più bassa della ricadente per favorire una migliore crescita e fioritura.